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   Questo spazio vuole essere un luogo di gioco misurato e composto. Lo scritto unisce con leggerezza i partecipanti per affinità e vicinanza.

 



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sabato, 19 maggio 2007
 

La valigia inesistente (o Il bagaglio di Cominciare)

Cominciare non possiede valigie. Ogni volta che fa un viaggio, ne disegna una, invariabilmente rossa, bianca e nera. Sono leggeri, i suoi bagagli di carta e inchiostro, pieni come sono solamente di piccoli tratti accennati, di parole scritte in inchiostro grigio chiaro. Ogni tanto una linea più grossa, di felicità o di dolore.
Ci mette tante cose, nelle valigie irreali e diafane fatte di voglia delicata di dire con dei fruscii, non con tonfi o con urli. Eppure ci sono cose che potrebbero essere urlate: inquietudini, imprecisioni, mal di testa, uomini (e donne) distratti, angoli di polvere, leviatani. A volte, nel bagaglio, disegna anche cose concretissime: una sigaretta, un bicchierino; in genere sono piaceri che si porta appresso, discretamente, anche per offrirli con cortesia a chi vuole sedersi sulla valigia (attenzione, è solo di carta!) per rimanere un po’ ad ascoltarla e a parlare con lei.
Se rovesci la valigia, insomma, ti volteggia addosso, leggera, una pioggia di virgole e parentesi e punti e linee quasi impalpabili. Perché rovesciarla, poi? Lei la posa con cura sul suo blog, aperta, così che ciascuno possa estrarne i ghirigori che vuole; oppure prendere a caso, ad occhi chiusi. A qualcuno capita, così, anche una parola in rosso, ed è una gioia.
 

postato da ArimaneBis | 23:37 valigie


venerdì, 18 maggio 2007
 

Sevensister di chilometri ne fa tanti e di valigie se ne intende a tal punto che addirittura ne ha una fatta su misura.
Porta sempre con sé manuali pratici con preferenza per quelli redatti dalla Mondatori quali “Come addormentarsi in autobus e risvegliarsi prima della propria fermata” di Paris / De Nittis (1988) o settimanali politici come  “L’Inutile”, anno XXXII,n. 11. Al loro interno infatti ci sono articoli d’interesse pubblico e di notevole rilievo quali “Trenta tecniche infallibili per indurre le donne ad accettare diamanti in regalo” di Martini / Rossi. Riposti con autentica precisione spiccioli per pagare il caffè improvvisi a colleghi di passaggio, un paio di calzettoni di lana grossa dentro ai quali è protetto un laccia stringhe, schettini anche quando va al mare (non si sa mai che nevichi e poi ghiacci all’improvviso), un sorriso smagliante da abbinare ad un bellissimo nuovo paio di occhiali, un pezzo di collina verde compreso di minerali, lombrichi invadenti, tracce di fonti d’acqua quasi potabile. Per ultimo, ma per questo non meno importante, almeno un cd di buona …ma che dico, ottima musica jazz!
postato da cominciare | 16:34 valigie
 

La valigia del Dottor Caligari
 
Mi chiedo come abbia potuto accettare quell’invito pieno di gentilezze, di profonde attenzioni, di sollecitudine, quasi di pietà celata da mille consigli e particolari sulla preparazione del suo arrivo e poi restare ancora lì con loro anche per quella sola notte. So di certo che ora, in fretta e furia, si appresta a chiudere la valigia con quella smania fra le dita che non gli permette la giusta cura. Non vedo cosa contiene: è sempre di spalle curvo su di essa e intento a sistemare le sue appartenenze. Poi esce, ancora arruffato nell’aspetto e, in un battito di ciglia, tutto muore nel silenzio.
Adesso tocca a me! Entro nella stanza con rispetto, un passo alla volta; lo sguardo timido e contratto si scioglie nell’immensità dello stupore! Vestiti, libri, orologio…perfino i documenti e i soldi, tutto è ancora lì appoggiato distrattamente per la stanza. Cosa manca allora? Cosa ha voluto portare via con sé? Questa valigia che sembrerebbe una sconfitta è invece una vittoria! Ne prendo coscienza dopo aver letto un foglio strappato e scritto di fretta che evidentemente gli deve essere scivolato a sua insaputa: Lo spazio è vuoto, a parte il mio corpo.”Come sbagliare? Il contenuto del suo bagaglio è l’arte dei pensieri. Certo! Sono talmente pesanti e a volte addirittura ingombranti da dover rinunciare alla parte materiale della vita!
postato da cominciare | 13:39 valigie
 

 

Tenda ha una valigia speciale, più che una valigia uno zaino multifunzione per il pack, in attesa del rompighiaccio Krassin.

Non allarmatevi se dentro trovate la Pimpa formato gonfiabile, Tenda è un giocherellone.

Non allarmatevi nemmeno se trovate una strana scarpa: è quella che  Hrundi V. Bakshi perde nel film Hollywood Party.

C’è anche la vasca classica, sì quella dei problemi di matematica delle elementari, un bel ricordo (dice).

Ci sono anche i registratori sequestrati ai suoi studenti, “verba manent!”

E il suo asso nella manica, la risposta per tutte le domande: "Se non me lo chiedi lo so; ma se invece me lo chiedi, non so rispondere".

Delle scarpe antiscivolo, nel caso gli capitasse ancora di voler baciare una ragazza sugli scogli in riva al mare, come quella volta che era adolescente e…

Il  temperamatite a batteria.  E l’inseparabile  collezione di referrers del suo blog:  Peter Sellers, stonsa e vaconsa,  Zampaglione con l’acqua tonica, massoneria ieri oggi  domani, esibizionista in riva al mare,  letitia casta  foto, uomini che baciano, stupire la propria ex fidanzata, tenda a strisce, "proust"+"bevo un secondo sorso in cui non trovo ", come mettere una tenda.

C’est tout.

postato da cronomoto | 08:07 valigie


giovedì, 17 maggio 2007
 

La valigia di cronomoto

Cronomoto riempie la sua valigia all'ultimo momento, con fare asettico.
Anzi no, mi sono sbagliato. Prepara la valigia in maniera minuziosa, pensandoci settimane se non mesi prima. Sempre però in maniera asettica, educata, gentile, ironica - ma di quell'ironia dissimulata per l'appunto dall'asetticità.
E ci mette dentro:

- volume dell’Enciclopedia Universale, con tanto di bibliofago, [insetto che divora la carta] annesso.
- tastiera del computer, dotata di propria personalità.
- sacchetto di carta, del tipo di quelli che si trovano sugli aerei, da usare nel caso in cui sopraggiungano conati di vomito.
- sacchetto di carta, più grande del precedente, dotato di due forellini per gli occhi, da indossare nel caso in cui qualcuno o qualcosa la riconosca ["ehi ma quella lì non è cronomoto?"].
- lettere d'amore giudicate ridicole.
- tavola periodica degli elementi.
- souvenir di Maintenance Planet.
- fotocamera made in Mondo-Est 2012.
- confezione di pastiglie Leone all'Assenzio.
- orsacchiotto color miele.
- H4, il cronometro messo a punto nel 1762 da John Harrison, utile per la determinazione della longitudine.
- Opera omnia rilegata di William Gibson e di Isaac Asimov, da leggere all'orsacchiotto di cui sopra, possibilmente dentro l'armadio. E a bassa voce.

Buon viaggio, cronomoto!

postato da latendarossa | 18:00 valigie


mercoledì, 16 maggio 2007
 

La valigia di arimane

Le valigie di arimane
Arimane non viaggia mai con una sola valigia
Lui ama portare sempre almeno tre valigie
valiga, valigiabis, valigiatris.
In ogni valigia ama dividere le cose secondo un criterio esasperato.
Niente si deve mai confondere.
Nella prima valigia porta solo magliette e biancheria, inizi di vestiti. Rigorosamente nuovi, e bianchi,
Nella seconda valigia porta i capi colorati, li mischia, lana, cotone, lino.
Nella tera valigia infine porta tutto quello che non riesce a classificare.
Avere le valigie divise, lo aiuta. Sia alla partenza, che all'arrivo, riesce a non mischiare mai i capi in lavatrice.
Nella valigia, porta la creativita
nella valigiabis porta le emozioni
nella valigiatris porta quello che non sa
postato da giarre | 13:53 valigie


martedì, 15 maggio 2007
 

La valigia di Giarre
Oops! Mi scusi.
Sì, mi scusi, un cazzabbubbolo! Guardi qua la mia valigia, dice, indicando una specie di borsone da marypoppins che nell’urto del velocissimo avvocatopoliticoinpartenzaperromainritardoall’imbarco si è rovesciata con la bocca spalancata e mostra i segreti più inconfessabili.
Cerca di occultare subito le rime (non sia mai che si veda qualche zoppichìo nella metrica!): vuole avvolgerle nel body lilla (chenonsisamaiservemeloporto), ma il gesto è maldestro e trascina fuori anche un robottino di latta ammaccato. Si china a raccogliere i ricordi dei ’70 rotolati tutto attorno (l’icona di Cascodoro si è infilata sotto il bancone del check in, ahi!) e si accorge che c’è andata a finire in mezzo una conchiglia tropicale (ma ce n’è ancora? O le fanno i cinesi, pure queste?).
Beh, è l’occasione per fare ordine (!!), anche. I libri del comodino si sono scompaginati nella caduta, via, tanto non li legge, ci sono quelli da volo. E quel cono sammontana smozzicato che si è sciolto tutto? Via anche quello.
Gentilissimi, i compagni di fila, raccolgono anche loro: un sogghigno quando il signore con il distintivo del Rotary le porge la cavigliera ortopedica (non serve più, ma chi la butta via?).
In mezzo alla montagna di vestiti tutti neri trova il modellino di aereo, che mette scrupolosamente insieme alla Carta Centomilamiglia Alitalia, alla bacchetta di mogano che fa da casa a due simpatici tarli, all’agenda con gli indirizzi di famiglia (in due volumi e sei lingue).
Uff! e adesso, come fa a far rientrare nel borsone il cipresso della campagna toscana che si porta sempre appresso? Per la rima cipresso-appresso, soprattutto, ma anche per piantarlo ogni volta che cambia casa anche per due giorni (e poi spiantarlo di nuovo). Lo copre col cappello di Monica, che però, cadendo, si è macchiato del vin santo uscito dalla tasca dove stava con i cannoli (interculturalità!).
Professoressa, professoressa… (oh! è quel ragazzo che masticava a lezione, quello caruccio, parte con la fidanzata, il gaglioffo, a metà settimana! I giovani!). Dimentica questo… Arrossisce, vedendo fra le mani dello studente il pacchetto delle emozioni sopite che stava sul fondo e che è uscito anche lui nell’urto.
Niente da fare, la cerniera non si chiude, il pezzo di America non c’entra più per intero, sporge di lato. Pazienza, chiamano il volo…
postato da ArimaneBis | 19:04 valigie