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   Questo spazio vuole essere un luogo di gioco misurato e composto. Lo scritto unisce con leggerezza i partecipanti per affinità e vicinanza.

 



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venerdì, 15 giugno 2007
 

I miei sogni, dunque. In senso metaforico: i miei sogni son tanti, solitamente sproporzionati rispetto alle mie reali capacità di realizzarli. Mi rendo conto che sognare troppo a lungo qualcosa, a lungo andare toglie le forze e la voglia di trasformare il sogno in qualcosa di reale. Preferiamo cullarci nei nostri sogni, amiamo perfezionarli, lucidarli, renderli sempre più belli e altisonanti e così facendo ci allontaniamo dal momento in cui dovremo lottare, faticare, prendere delle decisioni, anche causare un dispiacere a qualcuno, per tradurli in realtà. E poi si sa che i sogni son desideri, racchiusi in fondo al cuor.
In senso letterale: quando a volte ti svegli e dici: cavolo, ma era solo un sogno, che peccato. Gran brutta sensazione. O terribile il cosiddetto somnium interruptus (da distinguere dal coitus). Quello che s'interrompe sul più bello e dici: uff non saprò mai come andrà a finire. Perché tanto a) non riuscirai più a prender sonno; b) se anche ci riuscissi, non sognerai nuovamente quel che sognavi prima. Però qualche volta accade. Sognare di sognare sarebbe l'ideale. Così se si interrompe il primo sogno, sei ancora nel mondo onirico. Schopenhauer dice che dormire è un po' un'anticipatio mortis. Io preferisco dirla con Amleto: forse la vita è un sogno, forse il sogno è vitale, mi sa che ci dormirò su. Ronf.

postato da latendarossa | 11:17 sogni


lunedì, 04 giugno 2007
 

Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni
W. Shakespeare, La tempesta.

Il sonno sorprende, pacifica, avvicina, accarezza, chiude qualcosa e apre qualcos'altro. Le parole del risveglio vengono direttamente dai sogni. E nei sogni - si sa - abitiamo interi; ci viviamo coperti di abiti surreali, mandiamo messaggi da oracolo, confondiamo le carte; ma quello che resta,  filtrato, spoglio, essenziale, ha il sapore e il colore acceso della verità. 

(è facile sapere i sogni e gli incubi di Arimane: sono tutti lì...)
postato da ArimaneBis | 10:35 sogni


domenica, 03 giugno 2007
 

la differenza tra i sogni e gli incubi e' che i primi sono rari e i secondi continui e frequenti. il mio sogno /incubo ricorrente e' non arrivare in tempo a prendere un aereo o un treno. succedono sempre mille cose e all'ultimo l'aereo o il treno se ne e' andato. se sono in macchina sono spesso su sentieri di montagna senza fine, sconnessi, ripidi e pieni di curve. la meta non arriva mai.  difficilmente sono in mare o nell'acqua perchè se sogno il mare o l'acqua e' un luogo così pacifico che sto così bene che non mi ricordo. quando finalmente nuoterò nelle acque delle hawaii dietro alla tartaruga sarò tornata nell'unico paradiso che abbia visto in vita. ma non e' ancora ora evidentemente. l'altra notte andando in macchina a prendere/perdere un aereo sono caduta in un lago con la macchina.
citando marzullo, se la mia vita e' un sogno non e' una gran vita, se i sogni aiutano a vivere, devo perdere meno occasioni?
postato da giarre | 10:54 sogni


sabato, 02 giugno 2007
 


Sognavo, da sempre, di prendere un  aereo e le cose non si mettevano mai bene. Poi ho aperto un blog, e Chiedilo al Pilota mi ha liberato da questo incubo. Ne sono arrivati altri ovviamente, di incubi, non di aerei. Ho perso tutti i treni, o li lasciavo passare senza prenderli, paralizzata. Ho probabilmente contratto la Rabbia e  una volta ho sognato che pioveva cemento a presa rapida. La Luna ha impiegato una notte intera ad avvicinarsi alla Terra e non potevo neanche svegliarmi. Tutti vorrebbero che i sogni si trasformassero in realtà. A volte penso basterebbe che la realtà si sostituisse a molti dei miei sogni.

postato da cronomoto | 21:37 sogni