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mercoledì, 29 agosto 2007
mi confesso: ho peccato di invidia verso un blog visitatissimo ho peccato di lussuria vero un' altro che ho amato tanto da non poterne fare ameno ho peccato di accidia verso questo su cui non ho piu scritto ho peccato di gola verso il mio che non potevo smettere di mangiarmelo con gli occhi ho peccato di ira verso quello di quella tizia che offendeva una mia amica ho peccato di avarizia lasciando pochi commenti in giro ho peccato di superbia nei confronti dei blog sfigati.
sabato, 16 giugno 2007
Dedicato a Miskin
via del saluto
e' fatta di foto attaccate a lampioni
ogni giorno
la percorriamo
almeno una volta
e ci fermiamo ad ogni lampione
un pensiero
un sorriso
un bacio
qualche lampione
ce lo siamo dimenticato
o non ci piace più
sotto altri ci soffermiamo
a lungo
qualche lampione e' vuoto
forse per noi
via del saluto ha una targa
che dice
via del saluto
gia' via dell'attesa
giovedì, 17 maggio 2007
IL CRONOMOTORE (1.0)
Ciao tesori, devo andare. Questione di pochi minuti, nel Cronomotore.
Il Cronomotore è un sistema in grado di garantire al soggetto (ermafrodito) un’esperienza di vita parallela della durata di circa un anno condensata in non più di dieci minuti di tempo reale.
Il soggetto quindi vive… sì, vive una relazione alternativa con un blog immaginario.
Riteniamo questo ingegnoso sistema molto utile per garantire la stabilità dei commenti.
Entra, sicuro come sempre; dopo un decollo brillante, quasi spavaldo, oggi si sente così lucido da azzardare volteggi mai sperimentati. Inserisce, esaltato dalla sua stessa imprudenza, condizioni particolarmente avverse. Implementa ad arte malfunzionamenti che rischiano di farlo precipitare dai cieli più alti o di provocare la mancata apertura del carrello. Lo sguardo acceso punta oltre l’orizzonte mentre esaspera gli scenari, moltiplicati e sovrapposti.
Arriva in turbolenza, esausto, con l’anima e il corpo fuori sincronia, le emozioni rotolano a terra.
Eccomi, sorride, sono tornato…
[Poi, guarda bene e sorride meno...]
Ma perché cazzo ci sono sempre così pochi commenti?
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domenica, 13 maggio 2007
N° 216 (Arimaneclonando)
Notturni, irti o inclinati, morbidi o secchi, illuminati da bagliori che guizzano e lacerano; percepisco il loro sussurrare e rincorrersi, leggeri come ombre; albergano tra i miei pensieri come saprofiti, strisciano lungo le pareti pallide e curve delle circonvoluzioni temporali; i loro scalpiccii e crepitii affollano la notte esausta; non chiedetemi ora perché; vi dico, per adesso, che sono i miei Incipit.
Comincipit
Dov’è mai finito quel suono?
lo avevamo udito amato posseduto
in fondo ci apparteneva
non sappiamo chi l’ha rubato
era quasi dimenticato, ormai
ma lo rivorremmo sempre, ancora…
Supercalifragilistichegiarre
Percorrevo le strade di Santa Barbara
l'altro dì
mentre invece ero a Pisa
questo giovedì
domattina sarò a Cesenatico
ma conto di fare una capatina
al massaciussets institut of tecnologi
per un aperitivo.
Che non si sa mai.
Non sto mai ferma
ora sto di qua
domani sto di là.
A questo punto,
nutro il sospetto di possedere
il dono dell'ubiquità.
SECONDO ATTO ( by giarre style o stil o estilo o modèle….)
Amo la natura...
che sovente mi cattura
o è solo una congettura? (tarlo nel senso di dubbio)
il secondo atto mi tortura
con l’idea ormai matura
che questa vita sia un’avventura
un po’ di scrittura e un po’ di pittura
ed i viaggi che oltremisura
Mi sballottano l’andatura
sabato, 12 maggio 2007
Spirali (clono_comincio)
Mi avvito nella spirale della mia sensibilità
È un esercizio che mi affascina
un po’ come rovistare in una pattumiera
dunque in ogni donna c’è una povera disgraziata
e allora penso a te, Uomo, sempre col tuo sorriso in tasca
che ancora non ho capito se devo odiare o posso amare
Mi ricordo di mio padre quella volta che prese tutti i colori e li lanciò in aria.
Il cielo ma anche ogni singola particella di me presero queste nuove sfumature, io me ne andavo con le mani in tasca e la testa mi girava per i profumi dei colori che sentivo riversarsi nelle mie vene distintamente l’uno dall’altro.
La gente intorno rideva, non capiva cosa stava succedendo.
Misi un piede nell’oceano, poi l’altro, i colori e il mio stesso corpo esplosero e si stemperarono lentamente nel blu, fino a che di me non restò più niente.
venerdì, 11 maggio 2007
L'incipit dell'incipit
Si era appositamente acquattato contro la parete della caverna, per estraniarsi dalla fame che attanagliava il ventre e con lui lo sfinimento di tutte le sue membra. Grida, lamenti e gemiti rimanevano al di fuori di quella casa scavata dentro la montagna. La tribù intera era inquieta. Tutti si ripetevano l'un l'altro lo sconforto di una caccia mancata e il fuoco restava il solo crepitio della notte. La luce, il tremolio dei colori aggredivano le pareti della caverna animando ombre simili a spettri. Indebolito infine gli apparve un gesto naturale impugnare un pezzo di carbone e tracciare la prima parola:fame. Assunse la forma di bufalo.
Tout Raduno. Stamattina, per strada, al semaforo ho incrociato una donna indaffarata che mi ricordava cronomoto, e allora mi sono tornati alla mente i bei giorni in cui scrivevo sul blog, e dopo aver conosciuto delle persone con affinità intellettuali, decidemmo di fare un raduno. sfortunatamente, l'idea che mi aveva attirato sul piano mentale, si realizzò concretamente diventando un vero fiasco. Poiché la maggior parte di noi abitava al nord, decidemmo per un raduno che fosse scomodo per tutti e quindi la gita fuori porta fu a Bari. Il raduno di Tutti noi fu un fiasco, perché ci ritrovammo solo io e arimane, mentre le signore, cronomoto cominciare e giarre avevano capito che la riunione fosse nel mese successivo e si fecero un raduno di sole donzelle. Dopotutto, almeno miskin o maria strofa avrebbero potuto almeno degnarsi di venire. Quello che mi ha insegnato quella esperienza é stato che passare dal virtuale al reale va lasciato a chi non ha niente di meglio da fare e che per noi filosofi la fantasia e' l'unica realtà che esista.
giovedì, 10 maggio 2007
Risvegli (cronostyle)
di Arimane
Da molto tempo non osservavo gli umani. Oggi, un impeto di curiosità mi ha portato a guardare dentro questa casa. Vedo un umano seminudo, davanti a uno specchio, che intona una delle loro nenie, mentre scalfisce la sua stessa pelle con un piccolo attrezzo simile a un aratro in miniatura.
Lo seguo fuori dalla casa, lottare contro la pioggia che inonda le strade, fino a un severo edificio coperto di scritte a me incomprensibili; lo conosco, vi si svolgono riti altrettanto ignoti, all'apparenza vuoti, ma seri, solenni.
L'umano ha evitato la stanza in movimento che altri usano per spostarsi in questi assurdi edifici verticali e ha imboccato una galleria accidentata, in salita. Non riesco ad abituarmi alla loro logica assurda, ma continuo ad esserne attratta; Nibiru è lontano e la pioggia di oggi me lo fa tornare dolorosamente nella memoria.
Seguendo l'umano, per la distrazione indotta dai pensieri e dalla nostalgia quasi travolgo una della loro specie, che si rialza con una strana smorfia sul viso e urlando parole incomprensibilmente ostili. Sono così fragili e così reattivi, così lontani dalla nostra imperturbabile flemma; devo averle danneggiato lo scheletro, ma non posso intervenire - mi è vietato - con i nostri strumenti di riparazione istantanea. Mi allontano, rinunciando a ulteriori esplorazioni, per oggi.
(sfida accettata, tenda)
QUESTA MATTINA MI SONO SVEGLIATO, MI SONO FATTO LA BARBA MENTRE ASCOLTAVO "SAAAMUAN LAIC MIIIIIIIIIIIII TU GUD TU BI TRUUUUUUUUU"
PIOVEVA, MA SONO ANDATO IN DIPARTIMENTO SFIDANDO LA PIOGGIA.
MENTRE SCIVOLAVO SULLE SCALE (L'ASCENSORE NON LO PRENDO DA TEMPO) MI CHIEDEVO SE KANT, LAETITIA CASTA E LA PIMPA HANNO QUALCOSA IN COMUNE.
NELLA CADUTA HO LUSSATO UNA SPALLA A GIARRE.
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