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lunedì, 14 maggio 2007
Oltretutto, alquanto discordanti fra loro.
La prima. Il nostro nasce in Italia nell'ultimo quarto del secolo diciottesimo. Si dedica all'ipnotismo da autodidatta e, nel volgere di pochi anni, ne padroneggia ogni segreto. Gira le fiere paesane dell'Europa centrale con uno spettacolo itinerante. Ma si tratta di una mera copertura. La sua è infatti un'anima nera. Il suo scopo è commettere crimini efferati, senza sporcarsi le mani. Il povero sonnambulo che costituisce l'attrazione principale dello spettacolo è anche l'autore inconsapevole dei suoi delitti. La bellezza di una fanciulla e il coraggio del suo giovane innamorato riescono infine a smascherare il perfido dottore. Inutilmente, peraltro. Perché il nostro è in realtà il direttore del manicomio dove i due sono ricoverati. E la storia che precede è frutto della loro malata immaginazione.
Seconda versione. Il nostro nasce nell'ultimo quarto del secolo ventesimo. Si dedica a studi giuridici più o meno da autodidatta e, nel volgere di molti anni, ne padroneggia sì e no un paio di segreti. Bazzica le aule di giustizia del veneto occidentale, dedicandosi alle attività più disparate (quasi tutte disperate). Ma si tratta di una mera copertura. La sua infatti è un'anima in pena. Affetto da una vera ossessione per i libri (di cui apprezza il profumo, prima ancora che il contenuto), il suo scopo è commettere un crimine efferato: imbrattare d'inchiostro e in seguito rilegare tonnellate di carta, sporcandosi pure le mani, all'occorrenza. La quanto mai tempestiva diffusione planetaria del fenomeno weblog riesce tuttavia a sventare questo piano diabolico, salvando dallo scempio molte incolpevoli foreste. Attualmente, lasciate le aule giudiziarie a chi di competenza, il nostro scrive di mestiere, mentre nel tempo libero lavora per mantenersi.
Ecco qui. Il lettore scelga pure quale delle versioni preferisce. Tanto sono entrambe fasulle.
sabato, 05 maggio 2007
Maria Strofa nasce a Sud di Parigi. Molto a sud: soprattutto a Santa Giusta (Oristano), il 5 Marzo del 1966.
Da allora, secondo lei, la Sardegna è un'isola ed il Mediterraneo è un lago sardo. Santa Giusta c'è anche sulla cartina geografica di Santa Giusta.
All'ingresso del paese troneggia un unico e pomposo cartello che recita: «BENVENUTI A SANTA GIUSTA - ARRIVEDERCI».
Il paese non è molto esteso. Maria nasce in periferia, la terza casa a sinistra.
La sua nascita è ancora oggi ricordata come l'unico fatto nuovo a quel tempo (non era mai successo prima) e attira l'attenzione di tutti quanti i suoi genitori, lasciando perfettamente indifferenti gli altri ottocento abitanti del borgo.
Inizia a scrivere già a all’età di tre anni: «La Gerusalemme Liberata», «I promessi sposi», «La Divina Commedia»... Soltanto i titoli, però, visto che le opere avrebbero richiesto molto più tempo e lei aveva soltanto tre anni di vita.
Una sera va a dormire: quando si sveglia è già diciottenne. È autrice di post e, nel tempo libero, studia von Clausewitz. Dopo aver conquistato la Sardegna parte e va a circondare l’Italia.
www.cappittomihai.com
[omaggio a un grande comico e caro amico]
venerdì, 04 maggio 2007
Tendarossa nasce nel lontano anno 1975 su un'isola.
Nasce sotto il segno dei pesci ma ha un'idiosincrasia alimentare per tutto ciò che proviene dal mare (tranne per il pesce spada, servitogli con l'inganno una volta in Francia e per un equivoco linguistico scambiato da lui per carne di pollo).
Sin dalla giovane età mostra un'attitudine non comune per nulla, caratteristica questa, che gli spiana la strada.
Da bambino porta con sé una folta chioma di capelli ricci e gli occhiali. Astigmatico, chiacchierone, perditempo a tempo perso. Nell'infanzia, segnalasi per la capacità di 1) cadere dalle scale mobili dell'Upim e 2) rompere le scatole al maestro.
Risale invece all'età adolescenziale il disastroso scivolone sugli scogli bagnati mentre, in gita, tenta di dichiararsi ad una compagna di classe. Come si vede, l'agilità non è mai stata il suo forte.
Coltiva il sogno di diventare un giorno scrittore. Non prendendo in considerazione l'idea di dover poi andare al Maurizio Costanzo Show a presentare il suo libro. Quando si rende conto di questo, abbandona l'idea di essere il nuovo Proust/Joyce/Beckett/Kafka.
Dopo le superiori (unico esemplare maschio in una classe di fanciulle in piena crisi ormonale. La sua) fa la cosa giusta e si iscrive al corso di laurea fatto apposta per quelli come lui: filosofia.
Studia tedesco, perché, sai, fa figo pronunciare correttamente Johann Sebastian Bach o Kritik der reinen Vernunft nel mezzo di una conversazione.
Rendendosi conto, all'indomani della laurea, che quella in filosofia non è che sia particolarmente ricercata nel mondo del lavoro, siccome non è mica scemo, accantonata l'idea di diventare uno psicologo sperimentale della percezione visiva, cerca di dare una scossa alla propria esistenza: si iscrive in Lettere. Coltiva una passione (non ricambiata) per l'arte, la letteratura, la filosofia, la musica classica e il giàsss e anche per Laetitia Casta.
Intanto non si sa come, lo chiamano ad insegnare nella scuola elementare. Esperienza che lo arricchisce culturalmente, perché era da un sacco di tempo che voleva ripassare le tabelline del 3, del 7 e dell'8.
Mentre supplisce, studia e si laurea in Lettere.
Nel frattempo, comincia a frequentare l'ambiente accademico, non più dall'esterno ma dall'interno e in seguito ad un allineamento dei pianeti che pare si verifichi ogni 786 secoli, comincia la propria carriera nel favoloso mondo universitario. Recentemente, stufo di fare 3 piani di scale e di arrivare col fiatone, anzichè prendere l'ascensore, che quel giorno era guasto, si mette a dieta. Particolarmente sensibile alla bellezza muliebre, è capace di ipnotizzare una persona e di farla addormentare fissandola negli occhi per 14 ore di fila. Nel tempo libero compone musica e fa castelli di carte.
mercoledì, 02 maggio 2007
giarre nasce a firenze da padre fiorentino da 2000 anni e madre... etrusca pisana
vive i primi 10 anni di vita nella provincia pisana
e si traferisce poi a firenze dove viene trattatata
peggio di un extracomunitario
perche' non sa pronunciare la parola méttere e dice mèttere
e vèndere o véndere
ex tifosa yuventina per integrarsi nel nuovo mondo si mette a tifare viola
vive varie vite
sempre in prima fila
nella politica e nel mondo del volontariato
dopo la laurea in ingengeria elettronica
e un dottorato
si da alla carriera accademica e
comincia le sue peregrinazioni per il mondo alla ricerca della giusta pronuncia dei verbi
approda prima a Torino ove le è e le é le confondono la vita
dopo 8 anni scappa e si rifugia a Palermo dove le ò e le ó si mischiano in unica OOOOOOOOOOO
non contenta sogna la California e trascorre gli ultimi dieci anni
più a Santa Barbara dove parla un inglese molto incerto ma almeno non si preoccupa più
di come ridono di lei.
In america, si mette a scrivere poesie in inglese e in italiano
e stufa dei modelli matematici e delle astratte formule della teoria dei sistemi
riscopre la vera sè (o sé)
e scrive senza più fermarsi più a partire da un
sogno di leggerezza
p.s. giarre ridente città della sicilia in provincia di catania
non l'ha mai ne' visitata nè (o nè) trae di lì le sue origini
il suo vero cognome è giarrè (o giarré?)
Cronomoto nasce nel 2207, in un casolare dimenticato tra le montagne, il padre è una burbera guida alpina e la madre trascorre le giornate ammaestrando galline sugli alberi di casa.
Sin da piccola si distingue per la brillante parlantina e la particolare disinvoltura alle recite dell’asilo.
Non passa inosservata neppure al liceo, per la sua condotta irreprensibile e la dedizione allo studio della matematica.
Tenta in seguito di fondere chimica, economia e politica, tanto che ancora oggi non sa distinguere il potassio dal capitale, una molecola da un partito di maggioranza.
Annoiata dalla monotonia della sperimentazione si mette in testa di scrivere.
Appartengono al periodo nero le opere:
Che ci faccio (ancora) qui
Lezioni di Anatomia Patologica Universale Comparata: gli alieni siamo noi?
La Morte: nuove prospettive
Del successivo e rigoglioso periodo rosa ricordiamo:
Fossile, manuale di sopravvivenza.
Non c’è più Tempo
Il Blogger è un Fingitore
L’errore Fatale.
Opere minori:
Memorie di Arimane
L’Arte di Ri-Cominciare
La vera storia dello scivolone di Tenda Rossa sul pack
Lo strano caso del Principe Miskin
Strade Blu e non solo: gli Itinerari di Giarre (Allegato cd rom multimediale)
Ora, stanca del successo, vive in Francia, dove fortunatamente si limita a coltivare lavanda.
DIZIONARIO AUTOBIOGRAFICO
ovvero
poche righe e molto fumo e tanta... tanta vanità.
Tanto per cominciare non ho scelto io il mio nome...mi è capitato tra capo e collo. Dalle mie parti si dice «Vai, sei der gatto...» (felice e ben figurata locuzione di uso livornese, per quanto conosciuta anche in ambiente toscano tutto*) Infatti per quanto sono nata nell’unico pezzetto di deserto di tutto il budello del Perù sono d’origine fiorentina (di qua d’Arno) Oh bene, che altro dire.. ah si che a Firenze non ci sono stata quasi mai. In compenso la madre lingua è incas, gli studi di base raffazzonati in slang americano, il liceo fra le molotov degli anni settanta milanesi, e i tè inglesi. Infine come il pane e la sassata decisi per un’Accademia certo… ma d’Arte.
Riconosciuta come Art Director, mi è capitato sempre di fare poca Art e molta Politica. Di qui la tendenza a scrivere cosa avrei voluto dipingere. C’est la vie!
*essere der gatto: controversa è la sua origine anche se non mancano fantasiose ipotesi e contributi sull'argomento, quali quello elaborato da tale Isidoro Bienaimè detto Merendina, noto marrano dell'area cecinese, che sosteneva l'esistenza di una prima stesura del monologo dell'Amleto di Shakespeare con la frase «To be of the cat, or not to be of the cat...» poi semplificata per ragioni ortofoniche.
**il pane e la sassata: vigorosa ed altisonante espressione di largo uso.Wilfrido Camiciotti-Sudati già esponente della corrente filosofica dei Sadici Sudici di Montenero, ricorda, nel suo volume Cani e natidancani, che questo costume - in area labronica - fu velocemente esteso ai rapporti sociali di contenzioso tra animali di specie diversa e proverbialmente contrapposti, quali suocera-nuora, operaio-padrone, etc.,
Da Il Borzacchini Universale Dizionario Ragionato
Basta con l'anonimato! Si inaugura su Tout, il
DIZIONARIO AUTOBIOGRAFICO
ovvero
Arimane (Aristotele Manesse) è nato a Làtima nel corso del XX secolo. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha fatto molti mestieri, fra i quali il gladiatore, il ferroviere, il pugile, la rockstar. Queste e altre esperienze hanno largamente influenzato i temi della sua opera. Negli anni della formazione è passato anche attraverso i corsi dell’Accademia, ai quali ha resistito con fierezza, continuando a produrre narrazioni. Noto anche come Signore degli Inizi, è autore di varie centinaia di racconti, che hanno la caratteristica di interrompersi dopo l’incipit; i pochi che continuano fino alla fine vengono interrotti dai lettori stessi, che non seguono i link indicati dall’autore. Ha pubblicato le sue numerose opere presso case editrici tanto virtuali da non esistere nemmeno. Ha pure collaborato con una della massime scrittrici della blogosfera, sia come co-autore, sia come scalpellino, sia come tessitore. Dal 1997 è titolare della cattedra di Letteratura in Apnea presso la Primo Levi University di Splinderville (WA), dove ha pure ricoperto numerose cariche accademiche. Nel 2006 è stato insignito del Premio Saramago per il racconto Il Collezionista (il premio lo tiene insieme ad altri, fra carte e orologi e non sa bene che farsene). Esperto in seduzioni e clonazioni, alla sua fama ha contribuito in modo decisivo il racconto Ghostblogger, dove si prefigura, fra l’altro, la cronica carenza di commenti che avrebbe caratterizzato la sua opera on line.
Dal 2007 è membro della Loggia “C’est Tout”, alla quale dedica distaccata quanto intensa partecipazione. Ha in preparazione un’impegnativa autobiografia e un’opera in collaborazione con la citata insigne blogger, che dalle anticipazioni trapelate è destinata a sconvolgere gli equilibri della Rete. Ascolta quasi esclusivamente musica di Patti Smith e si ostina a scrivere cioccolato con due “t”, oltre a consumarne notevoli quantità. La sua fisionomia negli ultimi tempi appare leggermente sfocata, ma è riconoscibile dal sopracciglio costantemente alzato.
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