c'est tout

   Questo spazio vuole essere un luogo di gioco misurato e composto. Lo scritto unisce con leggerezza i partecipanti per affinità e vicinanza.

 



link
il mio archivio
oggi
giugno 2008
marzo 2008
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
le mie categorie
alla lavagna
autobiografie
citazioni
clonazioni
dedicato
ecchisenefrega
gare
in tasca
incipit
intermezzi
peccati
puzzolente
recensioni
snob dentro
sogni
valigie
counter
*loading* visite



martedì, 17 luglio 2007
 

Quando si è irrimediabilmente morsi dal tempo la pelle perde elasticità ma la mente continua a viaggiare su un percorso infinito dove l’inizio e la fine non ha più grande importanza. Si dice che i ricordi remoti diventano più vivi e quelli prossimi a venire dimenticati per sempre. È il destino di ogni uno di noi, ma chissà perché non ci si pensa mai. Guardiamo la fine con occhi bendati, e forse è anche giusto che sia così. Ricordo un messaggio prezioso che mi è rimasto dentro, donato da un umile vecchio uomo che ha trascorso una vita a cancellare parole scritte e a costruire con questo un linguaggio non detto. Allora ero un ventenne, così presuntuosamente insicuro, barricato dietro alle mie certezze e con la fame di sapere. Alto magro e allampanato assomigliavo a un fenicottero impazzito che aveva perso il suo stormo, e un po’ per gioco un po’ per il desiderio di affidarmi ascoltai le parole di chi aveva visto tanto. In quel momento mi sentivo una spugna pronta a ricevere tutto il buon senso e la saggezza che solo il tempo ti fa acquisire. Ma tutte le mie aspettative crollarono proprio mentre aprì bocca e con semplice umiltà mi disse: “cosa vuoi che ti dica! Io quello che dovevo fare l’ho fatto, adesso sta a te andare avanti”. Lì per lì rimasi un po’ deluso e ci misi tanto a capire profondamente quelle poche parole lasciate come se fossero una preziosa eredità. Le colsi molto dopo quando divenni uomo, quando mi resi conto che tutto era nelle mie mani e che solo io potevo veramente cambiare quello che mi stava intorno.
postato da miskin | 07:56