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sabato, 29 marzo 2008
martedì, 25 marzo 2008
Molti di noi godono dei nuovi mezzi per comunicare, si pensa che con quelli si possa mandare sensazioni profonde magari con un semplice disegnino stupido di una sfera gialla che sorride come un ebete, un sorriso omologato, facile per tutti, un sorriso che dice tutto e niente. Il sorriso di noi uomini e donne è una cosa meravigliosa spesso si pensa che coinvolge solo la bocca ma in realtà l’espressione del viso, la luce degli occhi cambia, si trasforma e inevitabilmente diventiamo tutti più belli, si perché è un modo di aprirsi e levarsi la maschera che tanto sembra di aiutarci nei rapporti. Il sorriso è contagioso, si dice, è disarmante, e pieno di mille sfaccettature, sotto i baffi assume un significato e se è appena accennato talvolta ti comunica un senso di grande tenerezza. Ma torniamo a quella atroce pallina colorata, a volte mi chiedo se tutti noi siamo tornati ad essere bambini; magari fosse così veramente in verità non abbiamo tempo di pensare, non abbiamo voglia di soffermarci su una cosa semplice, si schiaccia un tasto e così si risolve tutto. Lo facciamo con tale disinvoltura che diventa una sorta di prolungamento dell’automazione e quando non ci si rende più conto di quello che si fa si inizia a pensare che la realtà è racchiusa in quella piccola pallina che è sempre uguale e non cambierà mai. Ah certo ce ne sono anche altre, ce ne sono un infinità, magicamente si può scegliere di ridere o piangere di battere i pugni, di essere tristi e sconsolati, di provare rabbia, ma cosa rimane a noi dopo? Cosa rimane delle parole che corrono su un tapirulan verticale e che si sciolgono nel nulla? La nostra epoca è fatta di alimenti che sulla confezione sembrano invitanti e poi ti ritrovi una strana massa rinsecchita sotto vuoto eterna, la musica si può ascoltare ripetutamente lasciandola invariata sempre uguale, si può diventare amici per la pelle con un solo click e si può bloccare un amico che probabilmente in quel momento sta male con un altro click cancellandolo per sempre. Oggi non si usa più il volto per comunicare, si usano gli sms anche per licenziare o per interrompere una splendida storia d’amore. Si è più comodo, è più semplice ma cosa ci lascia tutto questo? Aridità e confusione e una grande e profonda solitudine interiore.
postato da miskin |
11:50
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